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Rischi e patologie dei carrellisti: le malattie professionali

Quali sono i rischi e le patologie dei carrellisti più diffuse? 

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Manovrare carrelli elevatori per il sollevamento e lo spostamento di merci e di grandi masse, effettuare operazioni di carico e scarico delle masse sollevate possono avere conseguenze sulla salute degli operatori e dorso è la parte maggiormente esposta.

Le attività di guida del carrello elevatore sottopongono gli operatori a una serie di fattori di rischio legati all’attrezzatura ed alle condizioni di utilizzo del mezzo: svolgere la stessa mansione per delle ore e in condizioni non ottimali può comportare una serie di patologie legate alla professione.

Secondo i dati diffusi dalla Banca dati delle professioni dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, Inail, durante il triennio 2014-16 (l’ultimo messo a disposizione sul portale dell’ente ), il numero di malattie professionali protocollate nel settore dei conduttori di carrelli elevatori che sono state definite positive è andato scemando: si è passati da 59 nel 2014 a 49 nel 2015, per scendere a 38 nel 2016. Ma attenzione a non lasciarsi trarre in inganno da questi numeri: le richieste indennizzate nel 2014 sono state 45, vale a dire il 76,3% di quante protocollate, nel 2015 sono scese a 43, ma con una percentuale di accoglimento che tocca il 87,8% per tornare al 76,3% nel 2016, con 29 casi.

In Italia la regione che conta il numero maggiore di malattie professionali protocollate è la Toscana, con 13 casi nel 2014 e 15 nel 2016, mentre nel 2015 ha lasciato il passo all’Emilia Romagna con 13 occorrenze. Ben figurano –facendo le debite considerazioni basandosi sulla percentuale di occupati nel segmento- la provincia autonoma di Bolzano e Marche, con 1 caso nel 2014 e zero nel biennio successivo, seguite da Liguria e Sicilia con due casi a testa durante il triennio.

Ma quali sono le malattie professionali che colpiscono maggiormente il settore dei circa 37mila conduttori di carrelli elevatori,  carrellisti di cantiere e conduttori di nastri trasportatori (materiali edili)?

Attenendosi alla International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death, la classificazione ICD-10, a fare la parte del leone lungo tutto il triennio sono le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, con una percentuale che oscilla tra il 69 e il 73% delle istanze riconosciute, risultando di gran lunga la prima causa di malattia professionale del settore. Con questa locuzione si intende un gruppo di malattie infiammatorie sistemiche che si caratterizzano per il coinvolgimento del tessuto connettivo e il cui interessamento si estende, oltre che ai muscoli e allo scheletro anche ad altri organi dove il connettivo è presente, cioè cute, cuore, polmoni, rene, vasi sanguigni, etc. Nei mulettisti –come è facile intuire- la zona che risulta maggiormente compromessa è quella del dorso, con frequenti ernie discali, degenerazione e disturbi dei dischi intervertebrali associati alla compressione dei nervi nella colonna vertebrale (radicolopatia), artopatie, sindrome della cuffia dei rotatori. Postura fissa protratta, vibrazioni al corpo, pavimentazione sconnessa e sedentarietà sono alcune delle principali cause legate alle dorsopatie, una patologia che interessa non solo i carrellisti, ma viene riscontrata nel settore dei trasporti di merci e persone in generale. Grazie anche ai passi da gigante compiuti dai produttori nella direzione di una maggiore ergonomia nella costruzione e allestimento delle postazioni da lavoro, il numero di malati è calato, arrivando a dimezzarsi nel caso delle ernie passate da 19 nel 2014/15 a 9 nel 2016, ma resta ancora molto da fare.

Tra gli altri disturbi legati alla professione, troviamo anche le malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide. Cabine non adeguatamente isolate o anche una esposizione prolungata a rumori con particolari caratteristiche possono col tempo causare fenomeni di ipoacusia più o meno gravi, portando alla diminuzione o la perdita totale dell’udito a uno o ad ambo gli orecchi. Nel 2014 sono state 14 le domande definite positive per codice ICD-10, scese a 5 l’anno successivo e a 4 nel 2016.

Un’altra delle patologie professionali riconosciute riguarda le malattie del sistema nervoso,con particolare attenzione a quelle da sovraccarico biomeccanico a carico di polso e mano:  tra queste, troviamo una predominanza delle domande connesse alla sindrome del tunnel carpale, un disturbo connesso alla compressione del nervo mediano e che causa una alterazione della conduzione dello stimolo sensitivo e motorio. Formicolio, gonfiore,  che possono sfociare in una paresi di palmo e delle dita controllate dal mediano.

Tra il 2014 e il 2016 l’Inail ha riconosciuto anche 6 malattie professionali per tumore maligno. Tra questi ci sono tre casi relativi all’apparato respiratorio e degli organi intratoracici: nel 2014 e nel 2016 sono state accolte positivamente una istanza legata a un tumore maligno a carico di bronchi e del polmone, mentre, sempre nel 2016, ha ricevuto un esito favorevole una domanda riguardante un cancro maligno alla laringe. Le casistiche del 2015, il periodo con più richieste favorevoli, tre, riguardano l’apparato urinario –che può anche avere disturbi collegati alle postura seduta e alle vibrazioni, con fenomeni di prostatiti e cistiti- e due casi di mesotelioma della pleura.

Il trend positivo che vede le richieste in diminuzione durante l’ultimo anno del triennio esaminato, non vale per quel che riguarda le malattie del sistema respiratorio: mentre nel 2014 non ci sono occorrenze, l’anno successivo l’Inal ha valutato positivamente una richiesta relativa a placca pleurica, mentre nel 2016 questo numero è salito a due, andando a incidere per il 5% sul totale delle malattie professionali definite positive per codice ICD-10.

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