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Pyroban, 50 anni al servizio della sicurezza

Nel 2019 l’azienda di protezioni antideflagranti festeggia mezzo secolo. Scopriamola da vicino attraverso le parole di Antonio Consoli, Sales Manager – Southern Europe per Pyroban

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La storia di Pyroban comincia nel 1969, in Gran Bretagna, dopo un accidentale rilascio e accensione di vapori infiammabili in un sito britannico: oggi, a quasi 50 anni di distanza, l’azienda si è ritagliata una posizione chiave nel panorama industriale mondiale, dove fornisce soluzioni antideflagranti. “Pyroban aiuta a tenere le persone al riparo dai pericoli in tutta quella serie di operazioni logistiche e di magazzino in cui possono generarsi atmosfere potenzialmente esplosive” spiega Antonio Consoli, Sales Manager – Southern Europe per Pyroban. “Oggi, lavoriamo con clienti internazionali che si occupano di food & beverage, cosmesi, farmaceutica, chimica, tessile, gestione rifiuti, ma non solo”. Il 2018 in casa Pyroban è stato un anno di cambiamenti: SEA Equity, la nuova proprietà dell’azienda, ha riorganizzato le proprie attività aziendali in tutto il mondo, costituendo un centro di eccellenza internazionale nella struttura di Shoreham-bySea, nel Regno Unito. Inoltre, nello stabilimento britannico è stata inaugurata una linea di produzione destinata alla conversione di una nuova macchina, destinata ad aumentare le quote di mercato e la produzione per l’esportazione, soprattutto nell’Europa centrale.

Le protezioni antideflagranti

Pyroban propone soluzioni antideflagranti per la conversione di macchine e attrezzature utilizzabili nelle zone 1 e 2 -vale a dire in quelle aree in cui durante le normali attività la formazione di un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia è probabile o, solo di breve durata – e nelle zone 21 e 22 – le aree in cui durante le normali attività la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria è probabile o, solo di breve durata -.  “Solo una relativamente piccola parte di macchine per la movimentazione dei materiali presenti sul mercato viene utilizzata nelle aree a rischio di esplosione classificate 1,2, 21 e 22” afferma il Sales Manager.

Numeri che renderebbero antieconomico per i produttori di attrezzature (OEM, dall’inglese Original Equipment Manufacturer) realizzare carrelli che siano all’origine rispondenti agli standard di protezione antideflagrante, quale ATEX 2014/34/EU o EN1755:2015. “Pyroban” prosegue Consoli, “lavora a stretto contatto con qualsiasi costruttore fornendo tecnologie di conversione antideflagranti applicabili a carrelli diesel ed elettrici, così che possano operare in sicurezza”.

La giusta conversione garantisce l’adeguata sicurezza

Per operare in sicurezza è vitale che l’operation manager selezioni la giusta conversione per la zona ATEX in cui la macchina lavorerà. “Il rilevamento dei gas su un carrello è essenziale nell’ambiente potenzialmente esplosivo della Zona 2 per avvisare i conducenti della presenza di gas o vapori” dice Antonio per Pyroban. “Comunque, per alcune operazioni si comprano carrelli ‘passivi’ e vengono impegnati in aree potenzialmente a rischio esplosione senza che montino nessun rilevamento gas”. Le aree Zona 2 sono molto diverse da quelle Zona 1 e richiedono misure distinte per la sicurezza: a differenza della Zona 1, dove sussiste il rischio di esplosione, le atmosfere potenzialmente esplosive sono inaspettate nelle operazioni di Zona 2. “I sistemi di allerta sono fondamentali per ridurre il rischio in queste aree, in particolar modo per il rilevamento di gas o vapori che potrebbero generarsi dopo un incidente o un’avaria” chiarisce Consoli.

Rilevamento dei gas attivo con System6000

A esclusione di un esiguo numero di casi in cui questo tipo di misurazione non è utilizzabile, Pyroban raccomanda per i siti in Zona 2 l’uso del rilevamento gas attivo. La soluzione che l’azienda britannica offre è il System6000™ che integra il rilevamento gas con un continuo monitoraggio dell’ambiente attorno alla macchina. Se il sistema rileva nell’aria un mix di gas e vapori al 10 per cento del Limite Esplosivo Minimo –LEL (Lower Explosive Limit) – automaticamente produce un allarme visivo e acustico, mentre se la percentuale di mix arriva a toccare il 25 per cento, il mezzo viene spento. Il System6000 combina il rilevamento gas con altri metodi di protezione antideflagrante, come il rivestimento in acciaio inox delle forche o il raffreddamento delle temperature per salvaguardare il motore, i freni, le parti elettriche e altri componenti così che rimangano al di sotto della temperatura che comporterebbe l’autocombustione di materiali infiammabili.

Service e supporto locale

Per supportare le operazioni di sicurezza, Pyroban supporta il costruttore, concessionari e utenti finali con formazione, service, supporto tecnico in tutta l’Italia. Questo include Ex-ASAs – l’Audit Annuale di Sicurezza Pyroban, un’ispezione di tutti i componenti principali e i sistemi effettuata da un tecnico specializzato che assicura che l’integrità della macchina con protezione antideflagrante non venga compromessa durante le ore di lavoro, nel rispetto delle direttive ATEX.

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