intralogistica italia
Home » Muletto e Dintorni » La logistica ai tempi dell’e-commerce

La logistica ai tempi dell’e-commerce

Presentato in anteprima il Quaderno 26 del Freight Leaders Council

Un piano nazionale dei lockers e dei punti di ritiro dei pacchi, regole standard per l’accesso ai centri urbani, più piazzole di sosta prenotabili dai corrieri. Sono alcune delle indicazioni emerse dal Quaderno 26 sulla logistica, presentato in anteprima dal Freight Leaders Council durante il convegno “Il trasporto degli alimenti tra logistica e e–commerce” organizzato dall’OITA (Osservatorio Interdisciplinare Trasporto Alimenti) lo scorso 14 novembre a Roma. L’obiettivo è quello di puntare ad incentivare la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale e l’uso delle tecnologie, ma soprattutto chiarire all’opinione pubblica che la consegna non è mai gratis, la logistica ha un costo che, se non riconosciuto, crea distorsioni a livello sociale, ambientale ed economico.

Partendo dai dati che lo vedono in una crescita inarrestabile, +18 per cento tra il 2015 e il 2016, +130 per cento la previsione per il 2020, il presidente Freight Leaders Council, Antonio Malvestio, durante il suo intervento ha posto l’accento sul “dietro le quinte” del fenomeno suggerendo la necessità di una regolamentazione.

L’e-commerce 

È un fenomeno rivoluzionario per la logistica: mentre le informazioni su offerta e acquisto viaggiano in rete, i prodotti acquistati devono spostarsi fisicamente, coinvolgendo tutti gli operatori della catena logistica dall’organizzazione della spedizione a quella dei magazzini, del trasporto e dei corrieri per la consegna finale. Tutte operazioni che vanno a impattarsi con la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Quaderno offre così qualche spunto verso la sostenibilità, dalla predisposizione di un piano nazionale di punti Click & Collect (lockers, ovvero armadi elettronici o esercizi commerciali, o uffici postali che prendono in consegna i pacchi), alla regolamentazione degli accessi nei centri urbani, creazione di un maggior numero di piazzole di sosta con stalli prenotabili dai corrieri, incentivi all’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale e uso delle tecnologie. E, non ultimo, soprattutto chiarire all’opinione pubblica che la consegna non può essere considerata gratuita. Le proposte scaturite da questo quaderno, redatto con il supporto di moltissimi esperti del settore, tentano di dare una risposta correttiva, applicabile nel breve e medio periodo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *